Come raccogliere, pulire e preparare il fico d’india.

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Come raccogliere, pulire e preparare il fico d’india.

Qualche info generale sul fico d’india.

Il fico d’india, o anche Opuntia ficus-indica ,  ha capacità di svilupparsi anche in presenza di poca acqua ed ha un notevole valore nutrizionale essendo ricco di minerali, soprattutto calcio e fosforo, oltreché di vitamina C e antiossidanti. Le sue proprietà risultano essere utili nella cura del diabete, nel controllo del tasso di colesterolo nel sangue, nel trattamento del sovrappeso, dei disturbi gastrointestinali e delle malattie cutanee.

Fico d'india ( Sa Figu morisca)La risorsa alimentare più utilizzata è rappresentata dai frutti consumati in tantissime forme (freschi, in succo, in marmellata etc. ); ma anche le pale, ovvero le foglie, possono essere mangiate freschi, in salamoia, sottoaceto, canditi, sotto forma di confettura. Vengono utilizzati delle volte anche come foraggio.

Il  frutto va mangiato in quantità moderata e meglio ancora accompagnato da pane. [ è sconsigliato questo frutto alle persone affette da diverticolosi intestinale].

Nella  tradizione messicana il fico d’india viene utilizzato per ottenere dall’ebollizione del succo uno sciroppo (il queso de tuna), una pasta dolce ottenuta portando il succo alla solidificazione (la melcocha) e una gelatina ricavata dalla polpa delle foglie e una bevanda fermentata a basso tenore alcolico (il colonche). Le pale del fico vengono anche grigliate e consumati insieme a fagioli, mais e cipolla.

In Sicilia si produce tradizionalmente uno sciroppo di polpa concentrata priva di semi utilizzato nella preparazione di dolci rustici e come infuso per un liquore digestivo.

In Sardegna il fico d’india è altrettanto apprezzato e utilizzato ampiamente in campo gastronomico. Si produce un ottimo liquore ma anche una sapa (concentrato di succo e polpa), uspesso sostituto della sapa di mosto d’uva.
A Dualchi viene celebrato in una sagra che si svolge ogni anno nel secondo sabato di Settembre.

Come raccogliere i frutti del fico d’india.

Il frutto del fico d’india è acerbo fino a quando dal colore verde non raggiunga un colore giallo o rosso violaceo. Una volta determinata la maturità della bacca si potrà procedere alla raccolta. L’operazione a mano nuda è decisamente sconsigliata a causa delle numerose spine che sono presenti sulla buccia!!… inoltre un vento forte spesso basta a distaccare le spine facendole volare intorno alla pianta.

Cosa fare, dunque, per raccogliere i frutti del fico d’India in modo sicuro? L’utilizzo dei soli guanti non basta in quanto le spine potrebbero attraversarli. Esistono metodi più efficaci: Si può ad esempio utilizzare un recipiente di yogurt rigido (sempre facendo attenzione a essere di spalle al vento) oppure utilizzare un attrezzo denominato “coppo” che ci permetterà di raccogliere anche i frutti più alti.

Per quanto si possano utilizzare altri materiali, la cosa più facile da trovare intorno a voi nel momento della raccolta sarà la canna. Dopo averne selezionato una robusta, applicare 3 tagli equidistanti di circa 35cm in lunghezza, creare un apertura mediante l’utilizzo di un elemento, più piccolo rispetto al frutto, che mantenga le tre parti di canna separate (come ad esempio un pezzo di canna posizionato in orizzontale, una pietra, un tappo di sughero, etc) e infine assicurare il tutto con uno spago o nastro adesivo.

Prima della raccolta assicurarsi di aver a portata di mano una bacinella d’acqua fredda dove riporre i frutti appena staccati. Ora basterà far entrare il frutto all’interno del  vano a forma di tronco di cono creato e fare pressione con l’asta per poterlo distaccare. Una volta raggiunto un buon numero di frutti  farli roteare nell’acqua in modo che rilascino tutte le spine (possibilmente ripetere l’operazione nuovamente con acqua pulita). Ora i vostri frutti sono accessibili e potrete maneggiarli al fine di sbucciarli! 🙂

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